BAUBO

 

 

VOCE

La vecchia Baubo sola vien là,

sopra una scrofa a cavallo sen va.

CORO

Onore fate a chi onore vuol!

Madonna Baubo, su aprite il ballo!

Goethe - Faust

1/4

 

Baubo è veramente uno strano essere: non ha testa, ha gli occhi al posto dei capezzoli e la bocca al posto dei genitali. Si muove dimenando i fianchi e mimando un rapporto sessuale. Parla attraverso la sua vagina, racconta storie scurrili e divertenti.

Nella mitologia greca Baubo è un’antica divinità, una dea dell’oscenità; compare nel mito di Demetra [1], quando la dea, affranta per la sparizione della figlia Persefone, si rinchiude in una grotta e la Natura si congela in un inverno perenne. Alle storielle di Baubo, Demetra all’inizio sorride, poi ride ed infine scoppia in una fragorosa risata liberatrice. Rigenerata, riprende coraggio e ricomincia a cercare la figlia.

Poche sono le informazioni su questa divinità, probabilmente gli antichi greci si sono ispirati a culture precedenti [2]; rammenta le divinità femminili neolitiche, simboli di fertilità, e la loro incompiutezza corporale. Nelle antiche culture matriarcali esistevano delle dee dell'oscenità: in loro l'osceno non era sinonimo di volgare. Queste dee erano in grado di allontanare la malinconia e vincere la depressione con i loro racconti, un misto di risate e libido, preziosa risorsa nei momenti di difficoltà.

 

Baubo, nella nostra ricerca, è stata illuminante, una vera rottura con ogni possibile stereotipo.

Spontaneità, leggerezza, autenticità ritrovate.

Lo scenario è ancora l’isola d’Elba, il tempo qualche mese prima di realizzare il filmato.

Ci siamo spogliate, ci siamo dipinte occhi sui seni e bocche sulle vagine, poi ognuna ha dato voce alla sua Baubo. È stato un momento molto divertente e gioioso.

Durante il montaggio del video è emerso il dubbio se inserire in qualche forma le riprese delle Baubo, poiché era un materiale molto interessante ma anche molto intimo. La maggior parte di noi era contraria, sembrava che il tema della Baubo fosse completamente fuori dal contesto, c’era soprattutto l’imbarazzo nel mostrare i nostri corpi nudi, dipinti, canzonatori.

È stato un momento di lavoro molto concitato.

Jesus, l’operatore di Cine Sin Autor…unico uomo tra 16 donne, ha suggerito di trovare una forma divertente e leggera per inserirle nel video e valorizzare il loro potere di sdrammatizzazione. La sua tenacia e competenza, supportate dall’entusiasmo di Simona e Viola hanno trasformato le resistenze del gruppo nella decisione unanime di dare spazio alle nostre Baubo. Quando Jesus ci ha mostrato il suo montaggio, siamo scoppiate a ridere: la magia di Baubo aveva funzionato…

L’apparizione delle Baubo è – almeno per noi – un momento surreale e burlone, un’occasione di distacco e alleggerimento dalla sofferenza delle storie personali.

 

Baubo si fa Icona

 

Baubo, vissuta da ognuna di noi sul Corpo nudo e libero è diventata poi uno degli elementi centrali delle Icone.

Nelle 22 Icone Femmine Difformi [3], muse ispiratrici della nostra ricerca, ogni immagine riguarda un vissuto personale pensato poi in chiave universale femminile… e Baubo, con la sua libertà di Essere è universale!

 

Proprio in un momento di stasi in cui la via della trasformazione attraverso le Icone pareva persa in un labirinto di concetti, questo archetipo vissuto sul nostro corpo ha dato uno scossone positivo.

Se prima erano stati i collages a stimolare la nostra ricerca collettiva, con riflessioni e Azioni sugli stereotipi sociali, ora accadeva esattamente il contrario: i nostri corpi vivi e dipinti incarnavano una sdrammatizzazione e ci riportavano al Presente.

 

Dalle fotografie che ogni volta hanno documentato le nostre operAzioni, Silva ha scelto una Baubo, quella che poteva essere più rappresentativa.

Lavorandoci con il collage e il colore si è fatta portatrice di una trasformazione. Dalla Baubo, in ordine di apparizione Femmina Difforme n. 15, si è aperta una prospettiva di cambiamento profondo e le successive Femmine si sono “dipinte da sole”, con naturalezza e semplicità, rivendicando il diritto di libertà, di azione, di leggerezza.

 

Essere Baubo… un’esperienza potente dal punto di vista femminile, umano e artistico.

                                                                                                                                                                       Il collettivo

 

 

 

 

[1] Baubo è presente nell’Inno Omerico A Demetra col nome di Iambe, ed è citata da Clemente Alessandrino nel Protrettico; il suo mito è trattato da Clarissa Pinkola Estés in Donne che corrono coi lupi (cap 11 Il calore: recupero della sacralità nella sessualità - Le dee sporcaccione, pp 327-338), ed it. Frassinelli, 1993.

[2] Cfr Maria Gimbutas Le Dee Viventi, Medusa Edizioni, 2005; in particolare Simboli specifici della rigenerazione, pag 61 e seg.

 

[3] Le 22 Icone Femmine Difformi, realizzate da Silva Masini dal 2011 al 2016, sono il risultato di vari processi: pittura, collage e stampa. La ricerca è partita dagli stereotipi sociali ed è entrata nell’area personale per diventare rappresentazione. 

Il lavoro realizzato nel video Il corpo che sogna è l’esperienza viva di queste scoperte fatte insieme, l’espressione spontanea del nostro vissuto.