Una treccia per essere insieme

04.12.2019

il collettivo Femmine Difformi (FD) intreccia nuove relazioni di pace a Poggibonsi (Si)

 

Da Apricale (Ge) a Molli (Si), da San Pancrazio (Ar) a Roma fino a Poggibonsi (Si), l‘intreccio di stoffe, storie, voci ed  emozioni prosegue il suo viaggio.

Il collettivo FD intesse nuove relazioni e incontri con l’intenzione di lasciare semi di pace, confronto e condivisione.

foto di Consuelo Cocchini 

 

Il 24 e 25 novembre in sala SET a Poggibonsi le donne del collettivo FD hanno proposto  l’evento Sulla pelle delle donne – Ferite e Guarigioni.

Il cuore dell’incontro è stato la mostra fotografica sulla Pelle delle donne, una selezione di immagini raccolte nella Call lanciata dal nostro sito nel 2018 al quale hanno partecipato donne provenienti da diverse regioni, accomunate dal desiderio di narrare vissuti personali attraverso il medium della fotografia. La mostra è stata curata e presentata da Isabella Tholozan, fotografa, docente e lettore FIAF.

E’ seguito il prezioso e intenso intervento “Anche io sono una madre” della scrittrice Emma Fenu che ha condiviso la sua storia personale introducendo nel vivo la questione delle ferite e delle cicatrici lasciate sulla pelle delle donne.

 

Ha chiuso la giornata l’operAzione di arte relazionale Ferite e Guarigioni che ha visto la partecipazione del pubblico in un intreccio interattivo di canti e stoffe insieme  alle donne del collettivo.  Una performazione ideata da FD in collaborazione con la cantora e attrice Lara Patrizio.

 

Il 25 novembre l’evento si è sviluppato con Letture a tema e una performance Balsami di guarigione.

Un momento particolare e ricco di emozioni è stato quello della mattina del 25 in cui FD ha incontrato due classi di 3 media della scuola C. Marmocchi e della L. Da Vinci.

Una cinquantina di ragazzi e ragazze che con attenzione e curiosità si sono lasciati coinvolgere nella visione delle foto e nelle attività proposte per poter parlare di violenza, amore, stereotipi, ma anche della possibilità di reagire, di opporsi e trovare nella condivisione un modo per reagire. In fondo all’articolo pubblichiamo qualche pensiero degli studenti e studentesse della 3C Marmocchi.

La treccia di FD si è così arricchita delle stoffe annodate dal pubblico, in particolare dai ragazzi e ragazze delle scuole che hanno tradotto in parole le loro sensazioni scrivendole sul tessuto.

In questa azione poetica la stoffa, metafora della nostra pelle, sbiadita, lesa, bucata, strappata…ferita, cicatrizzata, rappresenta la memoria di vissuti umani, la fatica del vivere, le violenze subite, le suture possibili, i processi di guarigione e di armonizzazione.

Il collettivo FD continua a raccogliere stoffe “vissute”, non un riciclo di materiale, ma un recupero di materia viva: abiti usati ai quali eravamo legate/i, lenzuola, tovaglie, foulard….tessuti che sono diventati come una seconda pelle della persona.

 

L’idea centrale è di fare trecce insieme con le proprie stoffe “ferite”.

 

La treccia condivisa diviene, per il collettivo FD, il simbolo della possibilità di trasformare vissuti di isolamento e sofferenza nella possibilità di aprire dialoghi, costruire ponti e possibilità.

 

 

nella sezione operAzioni Ferite e Guarigioni 2019 del nostro sito trovate le fotografie di Tiziano Pieroni

 

Il collage delle parole della 3^C - Scuole medie C.Marmocchi di Poggibonsi

 

 

La mostra mi ha fatto pensare, mi ha aperto gli occhi e mi ha dato un senso di consapevolezza sulle donne …

 

La libertà è un diritto di tutti, niente e nessuno può togliertele!

 

Mi è stato utile per sapere come le persone si sentono.

 

Nella giornata della mostra fotografica ho capito che non si devono picchiare le donne né prenderle in giro.

 

Libertà di mostrarsi…paura… felicità.

 

Tutto ciò che ci hanno detto e mostrato è stato interessante, ma anche divertente!

 

Secondo me, alla mostra, le quattro signore ci volevano far capire che molte donne hanno vissuto una vita terribile, facendosi picchiare dagli uomini o dai mariti. Sono molto contenta di essere stata alla mostra, è interessante vedere come alcune donne hanno mostrato tutto questo nelle fotografie.

 

E’ un progetto interessante, promuove la lotta alla violenza sulle donne; una foto in particolare mi provoca disorientamento.

 

Ho provato un senso di dispiacere nel pensare a quello che accade realmente nel mondo.

 

Durante la mostra mi sono divertito molto soprattutto quando abbiamo intonato insieme dei canti simpatici e quando abbiamo scritto ciò che provavamo su di un pezzo di stoffa. Ho provato anche tristezza quando abbiamo visto le foto.

 

Mostra fotografica molto interessante! Ho provato: emozione, tristezza, confusione, felicità, depressione.

 

E’ stata una mostra molto bella, affascinante, soprattutto quando ci hanno fatto scrivere una sensazione su una stoffa che potevamo strappare.

 

Appena siamo entrati, ho notato subito le fotografie ai muri…erano molto tristi. Però la presentazione è stata davvero bella, divertente e creativa.

 

Ad ogni donna: brilla come una stella e non fallire mai.

 

Questa mostra è stata una interessante attività, perché è stato bello intrecciare delle stoffe insieme alle altre persone.

 

Durante questa mostra ho provato molta tristezza.

 

La mia parola e la mia immagine è “stella”. C’è un volto di donna di profilo, ci sono delle stelle, lo sfondo è un cielo cupo. Mi ha colpito molto perché, secondo me, tutte le donne possono brillare come una stella, come tutti gli altri esseri viventi. Una stella è la delicatezza e il coraggio di ogni donna di combattere la violenza.

 

Questa mostra a me è piaciuta molto, perché mi ha fatto riflettere sulla società di oggi. Un messaggio che vorrei inviare alle donne che magari in questo momento stanno soffrendo a causa di un uomo è di non piangere, perché voi siete superiori a tutti coloro che vi diranno il contrario. E non abbiate paura di parlare con qualcuno, di denunciare, non provate vergogna per ciò che vi è successo. E combattete sempre per avere giustizia e per i vostri diritti! Non arrendetevi mai!

 

La vita è un bambino, la vita è un albero, la vita è forza.

 

Si ringrazia la Prof.ssa Eleonora Fortini

 

 

 

 

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