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L’Io femminile animale: una gestazione di versi e narrazioni

di Valeria Bianchi Mian



Fermarsi a riflettere di fronte alle pagine scritte, osservare parole di carne e sangue, sfiorare la carta come fosse pelle, accarezzare ogni pargolo libro, i neonati volumi prodotti del ventre creativo che, umani in anima animale, ci accomuna tutti.


Qual è il filo rosso che lega tre testi fuoriusciti in un parto narrativo gemellare dall’incubatrice che si chiama immaginazione, quelli che ho estratto impaginati con l’aiuto della coscienza ostetrica e ho dato alla luce, uno dopo l’altro, nella primavera del 2023?


C'è un cordone ombelicale che mi connette al mondo che io stessa creo; ogni volta c’è un sistema di vasi comunicanti che collega ogni progetto. Il tragitto è uno solo, è la via dell’anima che avvicina l’antologia poetica Bestie, femminile animale, “cantiere aperto” tra cinque autrici (Vita Activa Nuova APS), al romanzo noir Il corpo crudo (Edizioni del Capricorno con La Stampa per Piemonte in Noir), transitando per il corale Psicoporno, dodici racconti di Eros (Buendia Books).


C'è, a mio avviso, un rapporto vitale tra i versi e le trame che si sviluppano in storie mito-po(i)etiche dentro le parole che ho scelto e che danno forma ai bambini-libri. Il mito di Eros e Psiche, ad esempio, cuce la tela a colori di Psicoporno, che è tessitura di racconti nel telaio che mi unisce alle co-autrici Laura Salvai, collega psicoterapeuta e sessuologa, e Debora Riva, psicologa specializzata nel mondo underground. Le tre Parche ci hanno ispirate, io credo, o magari sono state le Muse o le Grazie, o forse la triplice Luna, nel lavoro tutto al femminile che ha richiesto una lenta cottura degli ingredienti e ben due anni di collaborazione per potersi trasformare in un pasto completo: abbiamo parlato di sessualità, sì, ma in rapporto con le relazioni affettive; abbiamo esplicitato la differenza tra le parafilie e i disturbi parafilici, addentrandoci nella pornografia per dirne lo sguardo frammentato, quell’insieme di cocci che necessitano di essere ricomposti in prisma per ottenere una visione completa sul corpo, e non abbiamo di certo trascurato il corpo stesso, con le sue brame, e l’anima con i suoi bisogni, figlie dello spirito del nostro tempo.


Rifletto sull’argomento corpo e anima tra istinti bestiali e aneliti celesti, tra appartenenza al mondo ferino e neocorticale ideale, e lo faccio da più punti di vista; ritrovo nel romanzo Il corpo crudo quel desiderio di affetti che gli esseri umani porgono agli individui della propria specie per fare coppia e gruppo, per fare società, così come avviene quando ci si unisce gli uno agli altri anche nel regno degli altri animali.


Ho modo di osservare più volte, poiché ho la fortuna di poterlo fare soprattutto nel ruolo di psicoterapeuta, queste relazioni vitali, coscienti dell’ecosistema psichico come ambiente per la realizzazione di sé-con-altri, ed è allora che ho trovato la fonte dalla quale sgorgano le frasi e i testi dei quali io sono un tramite, dei quali sono un alambicco io stessa, narratrice senza più limiti di spazio-tempo. Il fluire delle idee oltre l’Io mi ricorda l’arcano numero XVII, la Stella, che nei Tarocchi di Marsiglia è fanciulla senza veli impegnata a donare i propri umori più dolci alle acque del fiume e del mare. Non esiste blocco della scrittrice che mi fermi, se tutto scorre, panta rei, in dotazione di senso.


Come una madre che si fermi a osservare i propri figli in fasce, oggi mi prendo cura di ciò che ho portato al mondo perché voglio raccontarvene il processo, convinta che possa essere utile ad altre genitrici di penna.

Il mistero che avvicina l’uno all’altro questi volumi freschi di stampa, dunque, quel che accende un focus comune, un fuoco sacro nella consapevolezza del legame tra soggetto scrittore e parola scritta, è il sentimento. Ma quale sentimento? Alberga in me forte il dono dell’essere parte della natura viva, connessa in ogni momento alla vitale essenza, innamorata del qui e ora, nonostante dal futuro prossimo giunga un grido di creature tecnologicamente ibridate, nonostante l’ideale collettivo sogni e proponga distopie lontane dal senno e dal senso.


Il corpo che abitiamo ci richiama all’opera, canta il presente, ci afferra con il dolore e con la malattia tanto quanto ci connette alla terra con il godimento quotidiano, che è un naturale e sano piacere di vivere che attraverso il corpo stesso passa per diffondersi da me a te, da te a noi, fino agli altri.

Riconoscersi umanità incarnata offre all’esperienza vitale un arricchimento gustoso, la gioia dello stare nel mondo abitando il presente insieme a tutti i viventi, organismi senzienti. Come noi, i mammiferi, dai primati all’ultimo toporagno, gli uccelli, i pesci sono infatti creature immerse nel dolore e nel piacere e appartengono alla vita.

Tutto qui?

“Pesce grande mangia pesce piccolo”: si potrebbe obiettare, ed è quel che in effetti sottolinea volentieri Bruno Sirio, il personaggio maschile al centro di una rosa di figure femminili complesse nel mio romanzo, Il corpo crudo. Lui, l’artista narcisista e spocchioso che finisce morto ammazzato ed evirato, giustificherebbe con modi darwiniani la persistenza del patriarcato, per esempio, indicando magari nel gioco del gatto col topo l’inevitabile sottomissione delle donne ai “padroni” del mondo.

E invece no.

Il paradosso umano sta proprio nel confine fluido che la visione antispecista e al contempo femminista ci offre: siamo animali e al contempo creature culturali, e proprio grazie alla consapevolezza delle nostre capacità di creare sovrastrutture, possiamo scegliere la via della cooperazione intra e interspecifica, anziché lo sfruttamento; chi ha in dote un certo grado di potere, anziché direzionarlo sugli altri - altri uomini, donne, bambini, animali - proprio per merito dell’empatia e dell’accoglienza delle proprie fragilità può mutare per se stesso/a l’indirizzo dei rapporti in favore fratellanza/sorellanza. Si comincia dal singolo per andare a formare un movimento.

Si dà inizio al cambiamento a partire da un battito d’ala di farfalla.


Si può davvero suggerire riflessioni di questa portata con un romanzo noir, con un libro di poesie, con una raccolta di racconti? Io credo di sì.


Che ognuno pensi a portare in luce la propria ala di farfalla, penso, mentre procedo scegliendo i miei versi tra quelli che vanno a comporre l’antologia Bestie, femminile animale, insieme alle poesie di Martina Campi, Teodora Mastrototaro, Ksenja Laginja, Silvia Rosa. Il volume contiene le splendide illustrazioni in cianotipia di Laginja e una serie di spezza capitoli e intrecci floreali creati da me. Prefazione e accompagnamento nel percorso editoriale: Alexandra Zambà. Edizioni Vita Activa Nuova, grazie a Gabriella Musetti.


Volpe


Al matrimonio della volpe

la pioggia

flirta svergognata con il sole.

Son le streghe

a scatenare inferni

sull'iperico dorato e sulle viole.[*]


Al funerale di una volpe

la pioggia

cade sopra i teschi e le carcasse.

Son gli umani

a fare bare degli armadi

nella canfora gli inganni allineati.

Ha coda rossa la vergine fanciulla

anima bianca tinta in caldo mestruo

in dote ha la pelliccia della nonna

e un lembo magico del cuore

dell'ideale dimenticato altrove.

La congrega dei parenti in coro canta

le sue più sentite congratulazioni.

Prenderà posto sull’arcobaleno

la sposina già sospesa nell’attesa

del viaggio di nozze con l’aitante

viveur della riviera di Ponente.

Avrà più tardi dolori tra le costole

i bei capelli strappati a viva forza

di tradimenti conficcati nei neuroni

e buchi vuoti

negli occhi avrà bottoni.

Conterà il tempo delle gabbie strette

nella pelliccia a difendersi dal gelo.

Com'è elegante la signora

per la chiesa.

Si addomestica facilmente

ciò che muore.

*[Quando piove e contemporaneamente splende il sole, secondo un’antica leggenda le volpi si sposano e le streghe ballano].


Ragno


Nel condominio dei ragni le ragazze

condividono speranze

cucinano le prede in sodalizio

una larva al sangue

un'ala di farfalla

giocano a carte scoperte

seguendo il disegno mani di fata

per il fasciatoio delle vergini

filo traccia curva dritta punto scritto.

Nel palazzo circolare tutto freme

per un alito di vento

un temporale.

Come dita di scheletro ambulante

i lunghi bozzoli son già cullati e caldi

d'amore condiviso socialmente

nella città di Cyrtophora citricola

in quell'angolo remoto del giardino

tra le madri figlie spose

tra le foglie.

Nel regno di creature a otto zampe

il governo democratico simposio

non ha regole al di fuori delle Moire.



Dove trovare i libri descritti in questo articolo:




Valeria Bianchi Mian, psicoterapeuta, psicodrammatista junghiana, ha creato il Metodo Tarotdramma®, intreccio di Psicodramma e scrittura terapeutica con le carte dei Tarocchi (www.tarotdramma.com). Conduce corsi di scrittura creativa con Golem Edizioni e Psicologia.io. Co-conduce il progetto “Medicamenta, lingua di donna e altre scritture”, con percorsi di poesia terapia e produzione di antologie (Maternità marina, Terra d’Ulivi Edizioni, 2020; illustrazioni per Confine donna. Poesie e storie di emigrazione, (Vita Activa Nuova, 2022). È redattrice per Psiconline.it, Oubliette Magazine, Versante Ripido.

Saggi e partecipazioni: Utero in anima (Bianchi Mian V., Ceresa S.G., Putti S., Lithos, 2016); Psicosociologia della genitorialità (AAVV, Golem Edizioni, 2017); Amori 4.0 (AAVV, Alpes Italia), 2018; Voci di donna. Il complesso intreccio tra Psicologia e Femminismo (AAVV, Underground, 2019). Narrativa e poesia: ha scritto e illustrato Favolesvelte (Golem Edizioni, 2016); il romanzo noir Non è colpa mia (Golem Edizioni, 2018), la silloge Vit(amor)te. Poesie per arcani maggiori con ventidue carte disegnate da lei (Miraggi Edizioni, 2020), Psicoporno (Buendia Books, 2023).

Ha partecipato a diverse antologie poetiche. È tra gli autori di “Piemonte in Noir” con il romanzo Il corpo crudo (Edizioni del Capricorno per La Stampa, 2023).


Foto Luciano Borgna


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