Il sogno della sposa

 

 

Filo, lungo velo.

Filo di un sogno, cordone materno, velo che unisce la vita che inizia e finisce.

Negli anni ho potuto incontrare più volte la mia bambina, una bambina ferita nell’intimo, che non vuole dimenticare, che vuole fissare nel tempo il ricordo, che vuole vivere e stare nel presente nonostante tutto.

Sto imparando ad averne cura, tenendola in braccio per farla crescere ed io con lei.

 

Voglio dare voce alla mia adolescente, i miei 13 anni (un tema scritto nel 1977).

 

“Sono sicura che da grande io lavorerò, non solo per avere un sostegno economico, ma soprattutto per completare me stessa. Senza una professione non mi sentirei io; non vorrò neanche vivere alle spalle di qualcuno, perché sentirei perduta tutta la mia indipendenza, per me molto importante.”

 

Nella mia ricerca con le Femmine Difformi ho affrontato il tema delle dipendenze e dell’attaccamento morboso nella relazione; durante un’improvvisazione con Simona ho preso coscienza del mio vagare cieca, bendata, per mantenere il filo che mi lega all’altro.

Alimentare dolori e distacchi. Distacchi e dolori.  

Ho anche goduto dei piaceri sensuali e sensoriali nello stereotipo della casalinga.

Ho rivissuto il trauma dell’abbandono e ricordato la morte nel contatto con la mia spiritualità… fino ad approdare al Sogno della sposa.

La mia storia.

Conoscermi ed accettarmi per come sono, anche nella complessità.

 

Il tema del Sogno d’Amore... scrivevo a 13 anni:

 

“Penso che se mi sposerò, non vivrò chiusa fra le mura domestiche a badare solo ai figli e alla casa, servendo mio marito, come se io fossi un oggetto di sua proprietà. Vorrò vivere una mia vita che mi soddisfi e mi aiuti a migliorare il mio carattere.”

 

Il sogno d’Amore mi ha sempre accompagnato nella Vita insieme alla consapevolezza di un carattere difficile, estremamente sensibile e prepotentemente forte. Oggi a 53 anni sorrido mentre penso alla mia performance nel Corpo che sogna: la sposa aspetta dentro una grotta, scende da ripide montagne, costruisce una pancia di stoffa e poi corre verso un vestito e mai lo raggiunge.

Sogni e illusioni.

Amore ideale e realtà.

Nella Trasformazione volevo esprimere la gioia di danzare, gioia di vivere nel corpo e di amare la Vita. Davanti al mare, una nave che passa alle mie spalle e in mano ancora un velo, un pezzo di sogno, un desiderio che ancora non riesco a lasciar andare.  

Ho scoperto in seguito che il lungo velo della sposa rappresenta il cordone che mi ha unito a mia madre, e il legame d’amore non può esistere se io non lo lascio andare. E comincio a sperimentare questa nuova consapevolezza, provo a sciogliere il nodo e a lasciar andare il filo.

Provo a non aver paura nell’essere sola e autonoma.

È bello oggi sorridere insieme a quella danzatrice sulla spiaggia, assaporando solo la gioia di esistere e di vivere nel proprio sentire: i piedi sulla sabbia, il mare vicino, il sole e il vento.

Ancora sogni, speranze e tentativi di avvicinarmi a ciò che è per me Amore.

 

Da sempre l’arte mi aiuta a dare forma a sentimenti profondi e contrastanti: riuscire ad accettare chi sono per affrontare grandi e piccole paure. Da sempre faccio questo da sola e insieme ad un gruppo di Donne, Artiste, Amiche… (per me Sorelle di una Famiglia Antica).

Con il progetto Femmine Difformi ho approfondito il mio processo di trasformazione personale grazie alla ricerca sugli stereotipi femminili. Il percorso, incontro dopo incontro, mi ha reso più consapevole, più forte e soprattutto più leggera!

Ognuna di noi ha permesso alle altre di guardare il proprio cuore ferito e grazie a questo ho imparato a distaccarmi dalle mie personali identificazioni e dal sentirmi così unica con il mio dolore.

Oggi mi sento più consapevole e cerco di vivere la mia stabilità con gli alti e bassi del flusso della vita...

Posso accogliere anche le parti oscure e, nel rispecchiamento con le altre, sperimentare un grande alleggerimento e una possibilità di trasformazione.

 

“Vorrò avere un rapporto aperto e sincero con il mio uomo (…). La mia famiglia dovrà basarsi su principi di uguaglianza e indipendenza, senza questi ideali io non riuscirei a vivere.”

 

L’Amore e il Sogno non riescono più a portarmi lontano da ciò che sono e da ciò che voglio vivere. Continuo a sognare e immaginare... cerco di farlo guardando negli occhi la Realtà che ogni giorno si manifesta!

Provo ad aderire alle cose belle e provo ad amare ogni giorno la vita così com’è, e me stessa così come sono!

Tutto si semplifica e si può sorridere, insieme.

Come artista sono orgogliosa di comunicare attraverso la nostra ricerca: la possibilità di tracciare una via per una espressione autentica, vivendo insieme un sogno e una bella realtà.

 

                                                                                                                                                               Viola Rosa Giamagli