• Femmine Difformi project

Abbiamo bisogno delle storie delle donne

Testo di Marzia Alati, tratto dal libro:

“Guidate dal vento. Donne che generano cambiamento”

Che sarà pubblicato a Giugno 2021 dalla casa editrice “Sensibili alle foglie



Opera di Marzia Alati



Le donne hanno coltivato e costruito, creato arte e scienza, lottato per i loro diritti e per i diritti dei loro popoli, governato e profetizzato. Sono state sacerdotesse e mediche, rivoluzionarie, guerriere e pacifiste. C’erano sempre, eppure le «cronache ufficiali» hanno rimpiazzato la loro Storia con un elenco interminabile di uomini, nel quale fa capolino ogni tanto una regina o una cortigiana. Abbiamo bisogno di una storia interdisciplinare dal punto di vista di chi la vita la dà, la nutre, la gode e mette in questo modo sottosopra la storia nota, quella fatta solo di guerre e di conquiste economiche. Ecco perché abbiamo tutte e tutti bisogno della storia delle donne.

Storie di donne che non possono essere cercate solo nei libri e nella storia ma, vanno cercate attraverso incontri e relazioni, storie orali che vengono tramandate attraverso un vivere quotidiano. Donne che mettono in atto continui cambiamenti nel loro presente rivolte ad un divenire comunitario, cooperante e solidale. Donne ancorate alla terra ma che dal vento si lasciano guidare per poter tessere nuove trame, nuove storie. Il vento porta semi lontani, li fa germogliare in terre nuove portando così cambiamento e trasformazione. Il vento ha guidato anche me, portandomi a conoscere e ad incontrare otto donne che mi hanno raccontato la loro storia e che ho trascritto con estrema gratitudine.

Storie di donne che ci invitano a tornare a pensare matriarcale, senza capo né coda, pensare tondo, rotondo, cerchio. Tornare a pensare matriarcale vuol dire liberare quella vibrazione di vita che spesso imbrigliamo tra la mente e il cuore e che immobilizziamo con un milione, di dubbi e di incertezze.

L’energia femminile contempla la morte come una forma di pulizia per poi elevarsi alla vita e generare un nuovo ordine per sé e per la comunità in cui vive. Un nuovo ordine che non si crea in solitudine ma deve essere co-creato con altre donne, connesse tra loro. Una specie di telaio con tante mani che cuciono, stendono, tessono, immaginando un futuro di luce.

L’ urgenza di parlare di Donna, nasce principalmente dalla voglia di crescere in comunità, in un mondo che spesso oggi sperimenta esclusivamente la dualità: giusto o sbagliato, bianchi o neri, donne o uomini, buoni o cattivi…

Abbiamo bisogno delle storie delle donne per poter ri-nascere e ri-uscire.

Donne che non sono celebri per un’impresa in particolare, ma con delicatezza hanno smosso montagne dentro sé stesse per poi rivolgersi al mondo, immaginando un futuro migliore per sé, per i propri figli e figli dei loro figli.

Donne generatrici di bellezza, di progetti e realtà nuove, dove l’uomo non è escluso ma è partecipe e dove il maschile e il femminile si mescolano in una danza armoniosa.

Otto sono le donne che ho incontro come otto sono i venti principali che si trovano nella rosa dei venti. Ogni donna porta la propria esperienza, narrando il proprio vissuto e toccando temi universali che riguardano ognuna di noi. Una rosa è il simbolo per ogni donna che urla al vento: VOGLIAMO IL PANE, MA VOGLIAMO ANCHE LE ROSE…




GRECALE

Poesia di Marzia Alati nata dall’incontro con Monica Bellei (artista, formatrice, cantante, dreambuilder), una delle otto donne protagoniste del libro.

Disegno di Marzia Alati




“Soffia il vento e soffia la bufera

questo dice una vecchia canzone popolare.

Un vento che porta la sua voce, un tempo afona e rauca, oggi che può curare.

Quattro sono le direzioni, sono quattro i punti cardinali,

quattro sono le stagioni e i cicli lunari.

Quattro sono le gambe di un tavolo, sono le pareti di una casa in costruzione

fatta di terra, d’ argilla, di paglia, di mani e d’emozione.

Prova a far silenzio, resta ad ascoltare…

quattro sono i modi in cui il Grecale può arrivare.



Quando soffia il vento di Grecale

il tempo migliora o può solo peggiorare.

D’inverno porta con sé un vento freddo e secco, porta tempesta e

distrugge tutto ciò che sta sopra e sotto la tua testa.

Veloce, quasi non lo vedi,

ma i cocci e gli alberi sdraiati a terra,

ti raccontano di un passaggio come ci fosse stata una guerra.

Deciso e guerriero arriva e poi sparisce,

da dove è arrivato riprende spesso lo stesso sentiero, sembra

che ti volti le spalle quando lo guardi sparire all’orizzonte tutto fiero.

In estate il vento di Grecale soffia lieve e dolcemente,

lungo le coste pare una brezza, soffia su lunghe lingue di terra

come una donna, come una madre,

come una sua morbida carezza.



Dante lo chiamava “vento schiava” legata come una puttana

quando l’Europa secoli fa voleva controllare, comandare, dominare

quella terra appena lontana.

Ma lei come il vento di Grecale, non si fa cavalcare.

Libera salta, corre e soffia, forse partendo dai Balcani, attraversa la Francia e poi l’Italia.

Libera corre come una bimba, come una principessa

elegante e decorata con pezzi di pizzo e con le mani nella terra,

mani per giocare, per creare, per pensare, nutrire e agire.

Mani che non si fermano mai, giocano e saltano tra piroette, verticali e salti mortali.

Mani per pensare, per guardare, mani che sentono, che cuciono e che non smettono di sognare.

Dove nasce il Grecale, nasce una rosa tutta speciale

Ad otto punte senza nessuna spina.

Una rosa dei venti nasce lì, dove soffia il Grecale,

una rosa d’amore a cui chiedere venia

per ciò che è stato, per quello che è e per quello che sarà.

Il vento di Grecale urla perdono, sussurra gratitudine e canta futuro,

spira intensamente il vento di Grecale sulla penisola Italiana.

Qui decide di “sostare”



Senza fuggire né scappare,

senza lasciarsi distrarre, perché il vento di Grecale oggi ci dice: “so stare!”

Io sono in grado di restare.

il suo cuore sa ancora amare e il suo sguardo pronto a stupirsi e a meravigliarsi.

Un seme porta il vento di Grecale…un piccolo seme….

Apri gli occhi, le tue pupille.

Riempi i tuoi capelli di scintille.

Apri la testa e il tuo cuore,

lì, il vento del grecale poserà il seme con amore.

Non ci rimane altro che attendere la prossima estate,

nel silenzio e nella quiete: piccoli semini germogliate!





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