Femmine Difformi è un progetto aperto e gratuito di arte relazionale che esplora il femminile e l'ambiente nelle sue declinazioni tanto intime quanto sociali.

Difformazione come possibilità di contrastare l’omologazione che la società ha sull’Essere e riappropiarsi della propria forma.  

Obiettivo: fare rete, confrontarsi  e creare insieme forme diverse di vita libera.

Intendiamo l'Arte come possibilità partecipata di comunicazione e trasformazione, luogo d'incontro e scambio di idee.

Un pezzetto di memoria

Questo è un pezzetto della mia memoria che amo condividere. Lei è Beppina, madre di mia madre, classe 1901. Rimasta vedova a trent'anni con tre figli piccoli, cuoca e sarta alla fattoria di Scorgiano, riuscì a ricoverare mia madre e suo fratello dalle monache della basilica dei servi a Siena. Qui mia madre raccontava della fame del freddo e di una monaca che per spaventarla si svitava una gamba di legno e gliela metteva in mano. Settanta anni dopo si commosse perché negli stessi locali si laureò mio figlio. Ma non divaghiamo. Beppina non aveva nessuna simpatia per il regime. Uno dei suoi fratelli perseguitato dai fascisti era emigrato in Brasile e non se ne era saputo più nulla. Quando nel 3

Memorie di Trasformazione. Storie da Manicomio

Intervista di Alessia Mocci a Cinzia Migani, autrice del saggio Memorie di Trasformazione. Storie da Manicomio “[Erano gli anni dell’applicazione della Legge Basaglia.] Ero decisamente attratta dalle storie di superamento istituzionale che venivano trasmesse nella tv di stato, rese pubbliche da psichiatri, sociologi e cittadini impegnati a mettere in evidenza la decadenza di quella cultura che aveva tracciato la linea di confine tra la società dei sani e quella dei folli, fra il normale e il patologico.” Cinzia Migani Il primo settembre 2018 è stato pubblicato dalla casa editrice mantovana Negretto Editore un saggio frutto di trent’anni di ricerca: “Memorie di Trasformazione. Storie da Manic

La bellezza del mondo narrata in versi

Intervista pubblicata su oubliettemagazine.com il 18 dicembre 2018 di Alessia Mocci ad Ennio Cavalli e Bonifacio Vincenzi per l’uscita di Secolo Donna 2018 “[…] In sogno un giorno l’ho ricordata. Mi mostrava confini./ “È la nostra antichità”, diceva mia madre, “l’arma che manca./ La bellezza del mondo, la bellezza di altri”./ Voce del primo giorno:/ “Vedi, là, da parte a parte il mare raduna le terre./ Non temere questa discesa dalla potenza alle mie braccia”./ Era dietro di me? E non le chiesi come mi chiamavo?/ Niente dubbi sul mio nome, non ancora./ Ero ciò che sarei stata, un futuro che manca all’eternità.// […]” “Libro I” ‒ Paola Malavasi La bellezza del mondo narrata in versi, la bell

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