Dal collettivo al pubblico, le presentazioni del video

Dopo l’Elba era necessario uno spazio di decompressione per poter atterrare, decantare l’affollamento delle esperienze , prendere le distanze e ritornare al proprio quotidiano.

Cosa era successo in quei cinque giorni? Cosa rappresentava per noi il film appena realizzato? Cosa ci lasciava? Avevamo aspettative? A cosa poteva servire quell’intenso lavoro?

La nostra vita doveva fare i conti con quel pieno di emozioni che si erano attivate nostro malgrado.

Il legame tra di noi, già forte, si era ulteriormente rinsaldato per quel vivere non solo fisicamente, ma sensibilmente insieme.

Il nostro essere gruppo è stato da sempre desiderio di condividere... l’essere donne e crescere insieme in libertà, la passione per l'arte, la bellezza, l’interiorità, il cambiamento.

Non avevamo fretta di trovare nuove vie, ma solo un grande bisogno di sintonizzarci e ritrovare il dialogo.

Ci siamo date un tempo per rispondere alla domanda: "Ed ora che ne facciamo di questa esperienza?

Questo intervallo ha prodotto elaborazioni diverse, per alcune di noi un bisogno impellente di distacco e silenzio, per altre un’eccitazione, uno scrivere, appuntare concitato di nuove idee.

Poi la decisione comune: facciamo conoscere il nostro lavoro, proponiamo e  proiettiamo il video laddove ci inviteranno; valuteremo i contesti più adeguati,  creeremo situazioni intime e protette che ci consentano di interagire con il pubblico.

Ovviamente la condivisione sarebbe stata libera e gratuita.

 

Un pò preoccupate per “l’uscire fuori” e per le possibili reazioni che poteva suscitare la visione del video, ci siamo trovate sul bordo del trampolino a domandarci se ne valesse davvero la pena di tuffarci ed esporre pubblicamente la nostra ricerca.

Molta resistenza e infiniti dubbi.

Qualcuna di noi sosteneva: “Non è un cortometraggio, nè un lungometraggio, non è un film nè un documentario…perchè ci presentiamo all’esterno? Cosa stiamo cercando di dire, di raccontare?”

Altre dicevano: “ Il nostro è un progetto di arte sociale…stiamo solamente condividendo la nostra ricerca!”

“Si, ma cos’è l’arte per noi? Nasce da una dimensione che non è né interna né esterna, come quella del gioco o della meditazione dove c’è autenticità e libertà di essere così come si è. La bellezza di poter vedere quello che esiste, senza giudizio e da un luogo non mentale.”

Come sempre lasciare spazio a pensieri sparsi e ad una proficua discussione tra noi ci ha fatto ritrovare il filo…l’essenza con cui abbiamo fino ad ora lavorato.

Quello che ci dà forza è il frutto di una condivisione vera e vissuta, è pensare, costruire, creare insieme.

Quando questa “magia” accade, l’ego, la personalità di ognuna, si diluisce e diventa un solo corpo, una mente sfaccettata, unica, in cui c’è spazio, movimento, leggerezza, profondità, pace, gioia… c’è una vita piena e serena, c’è presenza, un pulsare comune, in grande ascolto e rispetto … questo è quello che ci è successo, un’esperienza rara, importante e non casuale.

Questo è ciò che abbiamo portato nelle presentazioni pubbliche!

 

Il nostro gruppo ha creduto in un lavoro comune e nello stesso tempo individuale.

Il corpo che sogna è un mosaico corale frutto di frammenti singoli creati e vissuti nell’intimità.

Non c’è nulla di cui preoccuparsi, niente da dimostrare, alcunché da esibire o vendere!

Vogliamo solo comunicare, confrontarci, scambiare punti di vista.

Immaginiamo un dialogo, un dibattito con il “pubblico”, con “gli spettatori”, tutto il resto è aperto e libero di manifestarsi.

Ed è proprio in quest’ottica che abbiamo iniziato la nostra timida apertura, costruendo una Mappa da un invito all’altro e portando ciò che siamo.


E’ iniziato così un viaggio inaspettato, pieno di incontri e sorprese.

A quel punto ci siamo rese conto di aver realizzato proprio quello che volevamo: creare un ponte verso nuove persone e continuare un dialogo allargato.

 

Le presentazioni de Il corpo che sogna sono avvenute a:

 

Villa Grimaldi di Lavagna (Ge) il 20 ottobre 2015

Gruppo NgA di Modena il 31 ottobre 2015

Sala della Misericordia di Poggibonsi (Si) il 3 dicembre 2015

Residenza artistica di Apricale (Im) il 4 dicembre 2015

Sede APAF di Arezzo il 4 dicembre 2015

Centro Culturale Giorgio Morandi di Roma il 13 febbraio 2016

Associazione di Donne Galassia di Corsico (Mi) il 23 febbraio 2016

Casa delle donne di Colle val d'Elsa (Si) il 3 maggio 2016 

Istituto Gestalt Firenze il 9 maggio 2016

Biblioteca comunale di Colle Val d'Elsa (Si) il 24 settembre 2016

Ex Cinema Principe, associazione Via Piave e dintorni (Mo) il 15/16 ottobre 2016

Destinazione Sud Festival, Palazzo Bizzarrini, Radicondoli (Si) 17 marzo 2017